LA PIZZICA

la pizzicaUna delle tradizioni tipiche e più conosciute del Salento è sicuramente la Pizzica, un ballo affascinante che è diventato soprattutto dagli anni ’70 in poi un simbolo di questa terra insieme al suo mare cristallino.
Le sue origini sono antichissime anche se non c’è accordo su di esse: alcuni fonti storiche la fanno risalire al culto del dio Dionisio altre addirittura al dio greco Zeus. Fatto sta che le leggende mitologiche legate alla pizzica furono poi utilizzate e modificate dal Cristianesimo.  Ciò si capisce meglio pensando ad uno degli scopi e delle funzioni della pizzica: quello di esorcizzare donne e uomini colpiti dal tarantismo.

Nella Puglia rurale non era e non è tuttora difficile incappare in ragni e tarantola. I loro morsi era capaci di instillare il veleno nelle loro prede provocando malori e svenimenti. La medicina tradizionale spesso falliva nel guarirli e leggenda vuole che invece la musica riusciva a stimolare in loro una reazione, musica che veniva principalmente suonata con un tamburello. Questi suono costituiscono la pizzica che suonata per ore e se necessario per giorni, guariva il tarantolato.

pizzica salentinaMa non è stato il suo unico scopo: questa musica, detta anche  pizzica pizzica nella sua forma più tradizionale, veniva ballata in occasioni di feste, al termine di riti religiosi o occasioni familiari e vedeva non necessariamente la presenza di persone di sesso diverso. Era anche ballata da 2 uomini o 2 donne che potevano essere parenti ma non per questo non in competizione. Ciò sfata il mito della pizzica come ballo necessariamente “di corteggiamento” facendola apparire anche come ballo di sfido o di puro e semplice divertimento.

I passi sono pochi. Anzi spesso è la libera immaginazione ed interpretazione dei ballerini a rendere il ballo affascinante ed accattivante: forti battiti dei piedi a terra per gli uomini, vorticosi giri delle donne vestite con ampie e lunghe gonne, e con il tipico ed immancabile fazzoletto, sono quelli più usati insieme ad un loro avvicendarsi di allontanamento ed avvicinamento. Il tutto scandito da una musica ora più lenta ora incalzante. 

Una delle varianti della pizzica tradizionale è la pizzica a scherma che, abbandonate le vere armi protagoniste in origine, assomiglia oggi più ad un’arte marziale che ad una danza, in cui i ballerini simulano sia le armi con le proprie mani sia il comportamento nel caso in cui “subiscano” un colpo all’avversario. Questo ballo è tipico di Torrepaduli, frazione di Ruffano nel basso Salento, durante la festa di San Rocco nei giorni a cavallo di Ferragosto.

Altra variante è la Pizzica di San Vito, nel Comune di San Vito dei Normanni nell’entroterra dell’alto Salento. Qui si credeva che se il morso della tarantola si fosse verificato in acqua è proprio qui che bisognava svolgersi il ballo di esorcizzazione. La celebrità di questa pizzica, o meglio di San Vito, è data da Il Ballo di San Vito canzone dell'artista mezzo pugliese e mezzo tedesco Vinicio Capossela.

la notte della tarantaAl di là degli aspetti più tradizionali, negli ultimi decenni si è avuta una riscoperta del ballo e del folklore salentino. La pizzica è per certi aspetti rinata con l’annuale Notte della Taranta, un vero e proprio tour della pizzica che attraversa tutto il Salento durante il mese di agosto di ogni anno e che si conclude l’ultima settimana del mese nel comune di Melpignano dove negli ultimi anni sono accorsi circa mezzo milione di persone per ballare, cantare e divertirsi fino all’alba.

Tutte queste serate itineranti stanno contribuendo ad accrescere l’impatto turistico del territorio ed il Salento continua ogni anno ad aumentare le strutture ricettive in concomitanza della maggiore richiesta ed afflusso di turisti nella regione.

la pizzicaUna delle tradizioni tipiche e più conosciute del Salento è sicuramente la Pizzica, un ballo affascinante che è diventato soprattutto dagli anni ’70 in poi un simbolo di questa terra insieme al suo mare cristallino.
Le sue origini sono antichissime anche se non c’è accordo su di esse: alcuni fonti storiche la fanno risalire al culto del dio Dionisio altre addirittura al dio greco Zeus. Fatto sta che le leggende mitologiche legate alla pizzica furono poi utilizzate e modificate dal Cristianesimo.  Ciò si capisce meglio pensando ad uno degli scopi e delle funzioni della pizzica: quello di esorcizzare donne e uomini colpiti dal tarantismo.

Nella Puglia rurale non era e non è tuttora difficile incappare in ragni e tarantola. I loro morsi era capaci di instillare il veleno nelle loro prede provocando malori e svenimenti. La medicina tradizionale spesso falliva nel guarirli e leggenda vuole che invece la musica riusciva a stimolare in loro una reazione, musica che veniva principalmente suonata con un tamburello. Questi suono costituiscono la pizzica che suonata per ore e se necessario per giorni, guariva il tarantolato.

pizzica salentinaMa non è stato il suo unico scopo: questa musica, detta anche  pizzica pizzica nella sua forma più tradizionale, veniva ballata in occasioni di feste, al termine di riti religiosi o occasioni familiari e vedeva non necessariamente la presenza di persone di sesso diverso. Era anche ballata da 2 uomini o 2 donne che potevano essere parenti ma non per questo non in competizione. Ciò sfata il mito della pizzica come ballo necessariamente “di corteggiamento” facendola apparire anche come ballo di sfido o di puro e semplice divertimento.

I passi sono pochi. Anzi spesso è la libera immaginazione ed interpretazione dei ballerini a rendere il ballo affascinante ed accattivante: forti battiti dei piedi a terra per gli uomini, vorticosi giri delle donne vestite con ampie e lunghe gonne, e con il tipico ed immancabile fazzoletto, sono quelli più usati insieme ad un loro avvicendarsi di allontanamento ed avvicinamento. Il tutto scandito da una musica ora più lenta ora incalzante. 

Una delle varianti della pizzica tradizionale è la pizzica a scherma che, abbandonate le vere armi protagoniste in origine, assomiglia oggi più ad un’arte marziale che ad una danza, in cui i ballerini simulano sia le armi con le proprie mani sia il comportamento nel caso in cui “subiscano” un colpo all’avversario. Questo ballo è tipico di Torrepaduli, frazione di Ruffano nel basso Salento, durante la festa di San Rocco nei giorni a cavallo di Ferragosto.

Altra variante è la Pizzica di San Vito, nel Comune di San Vito dei Normanni nell’entroterra dell’alto Salento. Qui si credeva che se il morso della tarantola si fosse verificato in acqua è proprio qui che bisognava svolgersi il ballo di esorcizzazione. La celebrità di questa pizzica, o meglio di San Vito, è data da Il Ballo di San Vito canzone dell'artista mezzo pugliese e mezzo tedesco Vinicio Capossela.

la notte della tarantaAl di là degli aspetti più tradizionali, negli ultimi decenni si è avuta una riscoperta del ballo e del folklore salentino. La pizzica è per certi aspetti rinata con l’annuale Notte della Taranta, un vero e proprio tour della pizzica che attraversa tutto il Salento durante il mese di agosto di ogni anno e che si conclude l’ultima settimana del mese nel comune di Melpignano dove negli ultimi anni sono accorsi circa mezzo milione di persone per ballare, cantare e divertirsi fino all’alba.

Tutte queste serate itineranti stanno contribuendo ad accrescere l’impatto turistico del territorio ed il Salento continua ogni anno ad aumentare le strutture ricettive in concomitanza della maggiore richiesta ed afflusso di turisti nella regione.


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